distillazione piante officinali

ASPETTARE IL TEMPO BALSAMICO…

Rispett20140815_120609are il “tempo balsamico” nella raccolta delle piante è fondamentale;si tratta infatti di aspettare il momento giusto del loro sviluppo, quando i principi attivi sono al massimo della concentrazione e possono offrirsi in tutta la loro efficacia. La raccolta deve avvenire in caratteristici momenti della giornata e varia a seconda della specie e delle parti utilizzate. Generalmente il tempo balsamico coincide con la piena fioritura, tuttavia per la distillazione degli oli essenziali di solito si deve attendere la fine della fioritura. Le radici invece devono essere raccolte durante il periodo di riposo, ovvero in autunno o meglio ancora in primavera, quando la pianta si prepara al ricaccio.

…ESTRARRE L’OLIO ESSENZIALE…

Gli oli essenziali sono estratti eterei della pianta, costituiti dalle sostanze aromatiche della stessa. Queste sostanze sono volatali, e dunque passano con molta facilità allo stato gassoso. Nelle piante le cellule che li immagazzinano possono trovarsi nei fiori, ma anche nelle foglie, nelle gemme, nei semi, nei frutti e persino nel legno e nelle radici.

Un metodo sicuramente efficace (e magico aggiungerei!) che permette di estrarre oli essenziali  è la distillazione in corrente di vapore delle piante. Il vapore, che porta con sé le sostanze aromatiche, uscendo dall’alambicco viene condensato tramite raffreddamento e cade in un contenitore dove si separano l’acqua dall’olio essenziale per il diverso peso specifico. Otteniamo così preziose goccioline di essenza e, come sottoprodotto, l’acqua aromatica nella quale rimane disciolto parte dell’olio essenziale, e altri principi attivi potenziati.

I distillatori più adeguati e specifici per l’estrazione di oli essenziali dalle piante officinali sono indubbiamente quelli in acciaio inox, che non rilasciano residui e si puliscono facilmente. Questi sono composti da:

– una caldaia c20140530_171120he produce il vapore, alimentata a gas o gasolio;

– un alambicco completo di tutte le sue parti (allacci per l’entrata del vapore, spurghi ecc…);

– un cestello per la preparazione delle erbe;

– un coperchio con chiusura rapida o a morsetto;

– un braccio condensatore;

– un vaso fiorentino per la raccolta dell’olio essenziale;

il tutto, come già detto in acciaio inox.

Dopo aver acceso la caldaia per la produzione del vapore, si inserisce la biomassa vegetale officinale da distillare all’interno dell’alambicco tramite il suo apposito cestello, quindi si chiude il coperchio e si apre la mandata del vapore dopo aver aperto gli spurghi. Successivamente si apre l’acqua di raffreddamento e si inizia a distillare. Il vapore, salendo, estrae l’olio essenziale dalle piante e lo trascina in alto nel condensatore in acciaio . Il prodotto condensato scende nel vaso fiorentino, e, mentre l’olio rimane nella parte superiore, le acque aromatiche ritornano nella caldaia passando per il tubo di recupero o si recuperano nella parte bassa dello  stesso vaso fiorentino.

Altri procedimenti di estrazione, che qui solo accenniamo, sono la spremitura e l’ enflorage. Il primo sistema consiste nella spremitura a freddo delle bucce degli agrumi; il secondo viene usato per estrarre l’olio essenziale dai fiori, dato che nella maggior parte dei casi non si riesce tramite distillazione. I fiori, appena raccolti, vengono posti tra telai di grasso, ove rilasciano le sostanze aromatiche e sempre sostituiti con altri fiori freschi, finché il grasso non è saturo di profumo. Si procede poi, tramite un solvente, a separare le sostanze aromatiche dal grasso. Solo alla fine, dividendo il solvente dalle sostanze aromatiche e si ottiene l’ ”assoluta”.

La resa delle piante officinali in olio essenziale dipende da molti fattori: dal rispetto del tempo balsamico, dalla corretta raccolta, dallo sminuzzamento della biomassa (a volte necessaria per eliminare  le parti più dure e legnose)  e, soprattutto, dal tipo di pianta: non è leggenda che per estrarre 1 kg di olio essenziale di rosa occorrono 6 tonnellate di petali!

…UTILIZZARLO!

Gli oli essenziali, soppiantati dall’avvento dell’essenze sintetiche, sono stati riscoperti negli ultimi decenni per i loro effetti terapeutici.

Infatti oltre adcosmesi-antico-egitto essere importanti ingredienti nella cosmetica naturale, in quanto apportano la profumazione e una maggior conservabilità al prodotto, sono altresì efficaci per curare diversi disturbi sia del corpo che della psiche. Si conservano per molti anni, e spesso migliorano con il tempo. Si possono utilizzare in vari modi e in diverse occasioni: possiamo assumerli per inalazione o tramite un diffusore, applicarli sulla pelle direttamente o mescolati ad altri oli vegetali, usarli per aromatizzare pietanze, per profumare gli ambienti, nell’acqua da bagno, o di risciacquo della biancheria, per allontanare insetti e tarme, per sconfiggere alcune malattie delle piante.

tramite l’uso di un diffusore:l’olio essenziale viene diffuso nell’aria e tramite la respirazione arriva nei polmoni e dunque nel sangue. E’ il modo più dolce d’assumere gli oli essenziali, senza alcuna controindicazione con buoni risultati, anche se meno immediati. Allo stesso tempo si profuma e sanifica anche l’ambiente circostante. Normalmente si usano da 2 a 10 gocce, a seconda della grandezza della stanza e dell’intensità di profumazione che vogliamo ottenere.  Per questo tipo di utilizzo, ottimi sono i diffusori ad ultrasuoni che vaporizzano gli oli essenziali senza scaldarli, permettendo così di percepirne la fragranza nel miglior modo possibile: non modificando la struttura chimica degli aromi, ma anzi trasformandoli in micro-particelle più facilmente assimilabili.

per inalazione: basta qualche goccia di olio essenziale da versare in acqua calda per procedere all’inalazione. Consigliato soprattutto per malattie alle vie respiratorie, asma ecc. L’effetto è più forte ed immediato rispetto al diffusore.

– applicazione sulla pelle: gli oli essenziali possono essere usati sulla pelle senza particolari rischi; la pelle gli assorbe velocemente e con facilità. Ne bastano 1-5 gocce da applicare tramite un leggero massaggio. Per un assorbimento più lento e duraturo è consigliato invece diluirli in un buon olio vegetale (una parte di olio essenziale in 4-5 di olio vegetale).

– per via orale: è l’assunzione più potente e va eseguita solo in casi particolari con molta cautela e sotto la guida di un esperto. Si prendono da 1 a 5 gocce diluite in miele, zucchero o olio vegetale,  dopo aver effettuato una prova allergica sulla pelle.

Ultimo ma non ultimo, c’è  quello che viene definito “uso sottile” degli oli essenziali. Essi infatti possono essere utilizzati per stimolare e riequilibrare le energie sottili dell’organismo, per la meditazione, il massaggio aurico, il riequilibro dei chakra. Così possiamo servirci di questi potenti “alleati” mettendone qualche goccia nel diffusore durante momenti di raccoglimento, di meditazione e preghiera; diluirli in pregiati oli vegetali (max all’1%) per massaggi aurici e in corrispondenza dei chakra; applicarli sui palmi delle mani e sfregarle dolcemente, eseguendo poi profonde ispirazioni col naso fra le mani.

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