Una dolce rivoluzione

Storia e coltivazione della Stevia.

Moises Bertoni, scopritore della Stevia
Moises Bertoni, scopritore della Stevia.

Nel 1903 Mosè Bertoni iniziò a studiare a fondo Kaa-Hee (pianta del miele) da lui stesso ribattezzata con il nome di Stevia rebaudiana Bertoni. L’appellativo rebaudiana lo assegnò in onore del farmacista Rebaudi che fu il primo ad estrarre la dolce parte essenziale della pianta. Bertoni fu molto emozionato dalla sua scoperta: “Mettendo in bocca anche solo un briciolo di foglia o di ramoscello”, egli scrisse “si è sorpresi dalla strana ed estrema dolcezza che vi è contenuta. Un frammento di foglia grande appena pochi millimetri è sufficiente a mantenere la bocca dolce per un’ora; qualche piccola foglia basta per addolcire una tazza di caffè o di tè forte”. Chiamata dal popolo dei Guarani Kaa Hee, la Stevia è una pianta usata nella medicina sud americana da quasi 2000 anni; le sue numerose proprietà si devono alle sue foglie ricche di principi attivi, utilizzate oltre che per dolcificare, per apportare energia, regolare il glucosio nel sangue, ridurre il desiderio di dolci, attenuare l’appetito, migliorare la digestione, ammorbidire la pelle, prevenire infezioni gengivali e carie dentarie. Si tratta dunque di una delle più generose e versatili piante oggi conosciute. La ricerca della sensazione dolce nei cibi e nelle bevande è un aspetto indiscutibilmente legato alla natura umana, per soddisfare questa dipendenza siamo costretti ad acquistare zucchero o altri dolcificanti. La Stevia è una vera e propria rivoluzione perché permette di auto-prodursi il dolce in modo del tutto naturale. Anche senza grande competenza botanica su un semplice terrazzo o un piccolo orto, o nel giardino tra i fiori, è possibile coltivarsi un numero di piante sufficienti per il proprio fabbisogno.

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La foglia della pianta può essere impiegata per diminuire o sostituire gli altri dolcificanti in molte ricette ed è consigliato farla conoscere ai bambini per via della protezione dentale e della soddisfazione al dolce che la Stevia offre. La diffusione di questa pianta è legata ad un aumento della cultura ecologica e alimentare e alla capacità di ognuno di noi di condividere la conoscenza della Stevia. La sensazione della fame si riduce automaticamente quando si utilizzano le foglie o l’infuso concentrato almeno venti minuti prima dei pasti. La Stevia rebaudiana Bertoni è un piccolo arbusto adatto ad essere coltivato in orto o sul balcone senza grandi difficoltà; predilige l’esposizione al sole del mattino, un terriccio ricco di humus e ben drenato; se coltivata in vaso e bene utilizzare vasi di almeno 20-30 cm di diametro evitando ristagni idrici all’apparato radicale. La pianta ha una fotosintesi molto veloce durante il periodo estivo e ama moltissimo le innaffiature anche quotidiane; va in riposo dopo la fioritura autunnale e durante l’inverno la forza vegetativa viene conservata nelle radici fino a tarda primavera quando nuovi germogli ricaccieranno dal terreno ben più numerosi e vigorosi dell’anno precedente. Nel caso si decida di coltivarla in piena terra è bene scegliere un’esposizione a sud e ricordarsi di proteggere la pianta dal gelo con foglie o pacciamatura. La Stevia cresce fino a 1,20 mt di altezza, non ha particolari parassiti e se seguita con regolari innaffiature si presenterà come un rigoglioso e dolce cespuglio verde smeraldo, ma è bene spuntare la pianta un paio di volte durante la fase vegetativa per favorirne l’accestimento; si può riprodurre per talea durante i mesi estivi. Il seme è molto piccolo e scarsamente
fertile e matura nei mesi autunnali. Si conoscono circa 250 tipi di Stevia che si distinguono per provenienza e origine, potere edulcorante, rusticità e bisogno idrico. Le più utilizzate sono:

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– Criole (varietà nativa) è il ceppo originario, ha un sapore meno dolce rispetto ad altre, ma risulta più rustica e con maggiori proprietà medicinali; Reb A (responsabile del sapore dolce) pari al 15% e Stevioside (da cui dipende il sapore amarognolo tipo liquirizia e le virtù medicamentose) superiore al 70%;

– Stevia Eiretè: varietà industriale, ha più potere dolcificante di quella spontanea e una maggior omogeneità colturale;

– Stevia Morita II: varietà industriale, contiene Reb A pari al 55% e Stevioside inferiore al 15%, ma teme la siccità;

– Stevia Morita III: varietà selezionata dalla precedente, ha la stessa intensità dolcificante ma necessita meno acqua;

– Katupyry: varietà industriale molto esigente ma con potere dolcificante molto elevato.

 

seme steviaPer sua natura la Stevia produce solo pochi semi fertili, ma la scarsa germinabilità aumenta con semine abbondanti. La sua durata è limitata ad una stagione. Eseguire le semine con seme della stagione precedente, da Febbraio a Maggio in luogo caldo (temperature minime di germinazione 15°C-20°C) e luminoso. I semi si attivano uno con l’altro, bisogna perciò porli a più strati in quantità abbondanti (minimo 500 semi); disporli superficialmente su terriccio di torba e ben drenato; pressarli e innaffiare abbondantemente; mantenere costante l’umidità; mettere il contenitore alla luce, ma non al Sole diretto. Nel giro di 10-15 giorni nasceranno le piantine; una volta cresciute diradare e trapiantare dapprima in vasetti e poi in vasi più grossi o in piena terra. L’utilizzo della Stevia in agricoltura consiste in un metodo di coltivazione nel quale si impiega l’estratto diluito della pianta (ottenuto dalle foglie e dagli steli). Si diluisce l’estratto con acqua d’irrigazione per incrementare la popolazione di microrganismi benefici del terreno o si mescolano le foglie e gli steli finemente polverizzati con il compost parzialmente fermentato, per accelerare la fermentazione e stimolare l’attività dei suddetti microrganismi. Applicando tramite irrorazione l’estratto di Stevia a qualsiasi coltivazione ortofrutticola, la stessa guadagna in vigore, contrae meno malattie e i prodotti raccolti risultano più durevoli e saporiti. L’estratto di stevia stimola i processi di fotosintesi e aumenta l’emissione di peli assorbenti nelle radici, che favoriscono l’assorbimento di calcio e magnesio, rendendo la coltivazione meno predisposta ad alterazioni fisiologiche. Utilizzare da 100 a 150 cc di estratto di Stevia in 20 litri di acqua in nebulizzazioni, a distanza di 15 giorni, su coltivazioni di pomodori, fragole, meloni, mais, cotone, in piantagioni di Stevia, etc. Grazie alla presenza di numerosi microrganismi, contenenti gran quantità di azoto inorganico, che si addensano nella rizosfera della pianta, si protegge il terreno da agenti patogeni e si trasforma in un substrato capace di dispensare propriamente i componenti nutritivi. Incorporando al terreno lo stelo della Stevia finemente polverizzato si riesce a recuperare la ferilità del suolo, riducendo notevolmente le contaminazioni da fertilizzanti chimici e inquinanti, dei quali restano solo scarsi residui. Nell’allevamento di bestiame da carne e da latte, se si aggiungono regolarmente al foraggio steli e foglie essiccati, gli animali si mantengono più sani prevenendo malattie e migliorando la qualità dei prodotti da questi ottenuti. La Stevia è da considerare una pianta maestra; per i trattamenti in agricoltura in alternativa all’estratto si può preparare un macerato di foglie in maniera analoga a quello dell’Ortica.

   – Download Manuale di coltivazione della Stevia completo

sfondo Stevia

 

 

 

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