ROSA damascena

“Rosa di Damasco, rosa bulgara”

Famiglia: Rosaceae

Origine:  O. Asia

Caratteristiche: non si conosce la presenza allo stato selvatico, deriva da selezione e ibridazione a partire dalla R. gallica, R. moschata, e Rosa fedtschenkoana. Pianta perenne, foglie caduche, ma sempreverde per quasi tutto l’anno. Arbusto a portamento cespuglioso, deciduo che arriva fino a 1,5 m di altezza; fiorisce da Giugno a Luglio e i fusti più vecchi sono ricoperti da una spine fitte siili a quelle dei rovi e dei lamponi. Pianta autofertile. Come altre rose produce dopo la fioritura i cinorrodi, falsi frutti contenenti i semi. Foglia composta generalmente da 3 foglioline dentate.

Coltivazione: riesce a svilupparsi bene nella maggior parte dei terreni, anche quelli argillosi e pesanti; predilige substrati fertili. Resiste al freddo intenso, anche fino a -15°C. Pianta molto ornamentale, utilizzata come base di incrocio per molte varietà di rosa anche moderne. In consociazione si sposa bene con prezzemolo, aglio e lupini o leguminose. I semi richiedono fino a due anni per germogliare, il seme si presta alla scarificatura, pratica che accelera il processo germinativo, si possono seminare appena raccolti e germogliano con temperature a 5-6 °C, richiedono la stratificazione. Adatta alla semina invernale. Il metodo più pratico di riproduzione sono le talee legnose, da effettuarsi all’inizio dell’autunno o a fine inverno prima del risveglio vegetativo. Le talee possono richiedere oltre un anno per stabilirsi, ed è bene conservarle in vaso per tale periodo prima di trapiantarle in terra. Si possono anche dividere le radici.

Edibilità 3/5: si utilizzano i giovani germogli, quando sono ancora teneri, eliminando l’accenno di spine non ancora lignificate. I petali in particolare di questa specie si possono utilizzare crudi e cotti; si realizza il “nettare di rose” e l’acqua di rose, entrambi impiegati come aromatizzante per bevande, prodotti da forno, in particolare dolci, gelati; i petali si prestano anche a farne marmellata. Anche i cinorrodi, all’apparenza veri e propri frutti si possono impiegare crudi o cotti; esistono varietà e specie preposte a questo utilizzo, hanno una polpa arancione a maturazione al cui interno sono contenuti i veri frutti e i semi, cha vanno scartati per l’utilizzo in quanto hanno dei peli rostrati che possono dar fastidio se ingeriti. La polpa è molto ricca di vitamina C, flavonoidi e Sali minerali; i semi contengono vitamina E e possono essere macinati e ridotti in polvere per integrare altre farine alimentari.

Valore terapeutico 3/5: i petali e i boccioli dei fiori hanno proprietà astringenti e toniche. Sono lenitivi in caso di bile e umori freddi. Il frutto viene adoperato in infuso per il suo alto contenuto di vitamina C e composti bioattivi, e cosa insolita acidi grassi, utili per alzare le difese immunitarie e problemi degenerativi ed è allo studio per le sue qualità antitumorali.

Curiosità:  dai fiori di questa specie in particolare si estrae un olio molto apprezzato in profumeria e come deodorante; 1000 g di fiori (circa 350 fiori) rendono circa 0,5 g di olio essenziale. La pianta è universalmente nota per la sua fragranza la rusticità e le sue qualità ornamentali. È Presente in molte rappresentazioni e storie rimandando più in generale all’idea dell’amore e del misticismo. I Sufi, una confraternita islamica, ritiene che sarà il “profumo della Rosa a salvare il mondo[…]E’ il profumo che ti porta verso la rosa, è la rosa che ti si rivela dal suo profumo”. Il termine Rosa deriva da diversi scambi linguistici tra il greco antico (Ϝρόδον), l’iraniano (wrd e gul), l’armeno (vard), per passare attraverso il Mediterraneo(wroda) e al celtico (ròs) e al germanico (ròse) termine che oggi permane anche in anglosassone. La R. damascena fa parte delle rose antiche, nutrito gruppo di piante con fiori che coprono tutte le tonalità di bianco, rosa, cremisi e violetto e si distinguono per le abbondanti fioriture e i diversi portamenti. Pianta simbolo per molte religioni, iconografie artistiche e araldica; la parola “rosario”  deriva da un’antica usanza medievale che consisteva nel mettere una corona di rose sulle raffigurazioni della Vergine, preghiere belle e profumate da rivolgere a Maria, sostituite da rose mistiche del rosario a grani.  e in generale è la “regina del Giardino, e si colloca tra le piante da giardino più diffuse e coltivate. Esistono selezioni di piante appartenenti alla R, centifolia utili come piante da frutto. 

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