ACMELLA oleracea

“Crescione di Para, pianta del mal di denti, pianta elettrica”

acmella

Famiglia: Compositae

Origine: Sud America

Caratteristiche: piccola pianta eretta, di rapida crescita molto decorativa per via delle curiose e numerose infiorescenze giallo rosse.

Coltivazione: preferisce terreni drenati e ricchi di Humus con umidità diffusa; pieno Sole o mezz’ombra. Si semina a maggio con temperature di almeno 18 °C; risulta perenne in climi miti o se protetta dal freddo. La pianta si diffonde a tappeto con le sue caratteristiche infiorescenze, teme gli attacchi delle lumache.

Valore terapeutico 4/5: L’Acmella oleracea ha un’azione mucolitica, favorisce la digestione e ha un effetto anestetico; il decotto o infuso delle foglie e dei fiori è un rimedio tradizionale per balbuzie, mal di denti e stomatiti; masticare foglie e fiori rafforza le gengive, lenisce il mal di denti e rinfresca la gola;  un estratto realizzato con questa pianta dovrebbe diminuire visibilmente e rapidamente le rughe del viso. In diversi paesi, questa pianta viene utilizzata efficacemente anche in caso di bronchite, ustioni, mal di testa, emicrania e prurito.

Edibilità 4/5: risulta una valida alternativa alle spezie più comuni e saporite; la particolare sensazione fresca e “piccante” per labbra e palato causata dalle foglie e dai fiori a forma di bottone appena raccolti le dona un gusto unico; grazie al suo aroma piccante, questa erba speziata è adatta per zuppe, insalate o speciali contorni di verdure. Se cotte le foglie perdono parte del loro sapore speziato e sono utilizzabili come verdura; in Brasile si usa combinata con peperoncino e aglio per arricchire di sapore e vitamine altre pietanze. Il fiore da solo ha un sapore erbaceo subito seguito da un formicolio quasi elettrico e da eccessiva salivazione; in India i fiori sono usati insieme al tabacco da masticare.

Curiosità: il nome volgare sembra derivare dalla provincia brasiliana Para, termine che viene ripreso in quasi tutti i nomi volgari dati a questa pianta anche all’estero. Ha dell’incredibile che la pianta sia del tutto sconosciuta come spezia al di fuori del Brasile e dei paesi confinanti. Per la cucina quest’erba innovativa può essere un’interessante alternativa alle spezie piccanti che vengono utilizzate nella cucina occidentale. Dal 2000 questa pianta è soggetta ad attenti studi per via delle sue numerose e particolari sostanze utilizzate in molte ricette, studi e preparati medicinali; degno di nota è lo spilantolo che stimola proprio il recettore nel cavo orale responsabile della salivazione. Sempre dagli estratti concentrati di questa pianta viene realizzato da molti decenni un efficace insetticida.

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