SOLANUM melongena

“Melanzana, pianta delle uova”

Famiglia: Solanaceae

Origine:  Asia

Caratteristiche:non si conosce la presenza allo stato selvatico, forse domesticata in Asia a partire dal S. incanum per poi diffondersi in medio oriente, nel mediterraneo e poi nel resto del mondo. Pianta erbacea annuale o perenne, alta dai 30 ai 90 cm. È in fiore da Giugno a Ottobre a seconda delle cultivar, i semi maturano da Agosto a Ottobre. Ai fiori di colore prossimo al viola e disposti in maniera isolata lungo la pianta, seguono i frutti, grosse bacche di vario colore, normalmente scuri che si utilizzano come ortaggio.

Coltivazione: richiede climi miti e temperature gradevoli, posizioni luminose e riparate; riesce a crescere nella maggior parte dei terreni, ma richiede irrigazioni costante e terra ricca di humus. Non resiste a temperature al di sotto di -2°C e al di sotto dei 12 °C le piante smettono di crescere andando in stasi vegetativa. Adatta alla coltivazione in coltura protetta per anticipare o estenderne la produzione. In consociazione si sviluppa bene con le leguminose, dragoncello, timo, calendula e aromatiche in generale che aiutano a mantenere i parassiti lontani; non ama la vicinanza di patate e alliacee. Si semina a partire dalla primavera con temperature minime di 15°C, si rinvasano in vasi medio piccoli e successivamente si trapiantano in piena terra o in contenitori grandi (almeno 23 cm).

Edibilità 4/5: i frutti si utilizzano prevalentemente cotti per stemperare il sapore amaro, hanno un basso contenuto di solanina e una discreta capacità di assorbire grassi permettendo la realizzazione di numerose ricette e preparazioni tipiche tra cui la ratatouille, la moussakà, la parmigiana. Il frutto Può essere consumato stufato, saltato in padella, grigliato, fritto e soffritto; è ritenuto molto nutriente e una buona fonte di sali minerali.

Valore terapeutico 2/5:  principalmente impiegata per uso alimentare la melanzana ha discrete proprietà terapeutiche; il frutto regola il livello di colesterolo nel sangue ed è ottimo nelle diete utili a regolare la pressione sanguina. Il frutto è considerato ipotensivo e utile per lenire problemi di emorroidi. Blando antidoto contro gli avvelenamenti da fungo e ridotto in polpa con l’aggiunta di aceto puà lenire pelli screpolati e parti sensibili. Le foglie hanno proprietà narcotiche. Bisogna usare molta cautela poiché tutte le parti verdi della pianta sono tossiche. Un decotto delle foglie è utile per sanare emorragie interne, ed esternamente è un discreto emolliente per ustioni, ascessi ed herpes. La radice ha proprietà astringenti.

Curiosità:. Originaria dell’India e coltivata fin da epoche antichissime è rimasta sconosciuta in Europa fino al 1500. Fu portata dagli arabi nel mediterraneo durante il medioevo dove era conosciuta come petonciano, successivamente mutato in melangiana per la rassomiglianza del frutto con una mela non commestibile da cruda (mela non sana). Storia a parte merita il termine mediorientale al-badhingian alla radice dei nomi alberginia, berenjena, aubergine utilizzati attualmente nelle lingue catalana, spagnola e francese. Il termine “egg plant” invece proprio delle lingue anglosassoni compare nel 1763 e si rifà a una varietà specifica che produce frutti bianchi e grandi come uova, ma successivamente impiegato a tutte le cultivar e varietà di questa specie. Le cultivar a frutto bianco che presentano frutti medio grandi, molto apprezzate per il sapore e la presenza di antiossidanti sono probabilmente di origine anatolica, le varietà a frutto verde sono molto utilizzate in Oriente mentre quelle a frutto rosso, che ricorda un pomodoro, fanno parte di un’altra specie molto affine il S. aetiopicum, originarie dell’Africa, in particolare si è diffusa la melanzana di Rotonda, presidio DOP, molto rinomata per la sua polpa fruttata, il sapore intenso e speziato.

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