Pantagruel del nuovo millennio

Quando Rabelais descrisse la canapa e noi riscoprimmo la pianta che salverà il mondo

Giornate di luglio, caldo assordante fra fili d’aria e sveglie mattutine. Tra le dovute pause in attesa che sforni la calura, alcune ricerche possono davvero sorprendere.
È il caso di questo testo del 1500. Dove tra le forgie del tempo e i donchisciottismi si inserisce un personaggio a cavallo tra sogno e realtà, un sognatore, un gigante, un testimone oltre il tempo, assetato di venture e portatore di cronache e di mestieri e di avventure.

La scoperta che viene dal passato

Negli ultimi tre capitoli del terzo libro del Gargantua e Pantagruele, Pantagruele si fa pianta: il Pantagruelione.
Ben descritta, scioglie il mito o sogno in realtà, e prende i contorni sempre più netti e definiti della mitica canapa. Pianta che allora come ora sembrava superare gli orizzonti della sopravvivenza in un caleidoscopio di virtù.
“Dentro le tue fibre infinite mille cose son nate per il povero e il re” si cantava a inizio millennio…
oggi la ricerca continua……..BUONA LETTURA…

 La botanica del Pantagruelione

Rabelais descrive la pianta con precisione quasi scientifica:
“Radice piccola, dura, bianca, fibrosa… Fusto unico, eretto, cavo, alto fino a 5-6 piedi… Foglie dentate, ruvide, simili a quelle del frassino… Disposizione a piani di 5 o 7 foglie – due numeri dispari, ‘divini e misteriosi’.”
E ancora:
“Semi tondeggianti, marroni, duri, graditi agli uccelli, ma che estingue il seme genitale nell’uomo se consumati in grandi quantità.”
Rabelais descrive la canapa sativa con precisione sorprendente:
· Il fusto cavo e fibroso è quello della canapa da fibra
· Le foglie a 5-7 lobi sono caratteristiche della varietà sativa
· Il seme di canapa è ancora oggi alimento energeticamente denso
· La distinzione tra maschio e femmina è alla base della selezione varietale per fibra, semi o CBD

 La lavorazione della canapa secondo Rabelais

Nel capitolo L, Rabelais entra nel vivo della lavorazione, descrivendo un processo rimasto invariato fino all’Ottocento:
1. Macerazione: immersione in acqua stagnante (5-12 giorni)
2. Essiccazione al sole e scortecciatura per separare le fibre
3. Gramolatura per rompere la parte legnosa
4. Pettinatura per separare le fibre lunghe
“La parte legnosa è oggi il canapulo, usato come materiale da costruzione, isolante, lettiera, geotessile.”
Questa sezione è una delle più antiche e dettagliate descrizioni della filatura della canapa. E Rabelais sa esattamente di cosa parla.

 Le virtù del Pantagruelione

Rabelais spiega il nome e la funzione della pianta con entusiasmo:
“Pantagruele ne fu lo scopritore: non dico tanto della pianta, quanto di certo uso il quale è aborrito e odiato dai ladroni.”
E poi l’elenco delle applicazioni che oggi riconosciamo come attualissime:
· Vestiti, vele, corde – la canapa veste più persone di qualsiasi altra fibra
· Copre gli eserciti contro il freddo e la pioggia
· Tende gli archi, arma le balestre, fa le fionde
· I corpi umani morti non sono sepolti senz’essa – i sudari di canapa
· Le sostanze invisibili sono fermate – le reti da pesca
“Senza il Pantagruelione le cucine sarebbero infami, le tavole detestabili, i letti senza delizie…”

 Il Pantagruelione e il fuoco – la canapa incombustibile

Nel capitolo successivo, Rabelais racconta che una varietà di Pantagruelione (quella carpasica o asbestina) è incombustibile. Descrive:
· L’amianto, noto come lino vivente o lino sacro
· Usato per avvolgere i corpi prima della cremazione
· Paragone con il larice, il vischio e la salamandra
Rabelais anticipa la scienza dei materiali, mescolando mito e osservazione pratica.

 Perché queste pagine sono preziose oggi

Questi capitoli non sono una digressione fantastica: sono il più antico trattato divulgativo sulla canapa scritto in una lingua moderna, in un’epoca in cui la canapa era ancora una risorsa strategica.
Oggi, dopo secoli di oblio e proibizionismo, la canapa sta tornando:
· come materia prima sostenibile
· come fonte di beni e servizi
· come simbolo di economia circolare
· come ponte tra sapere antico e innovazione tecnologica
Chi lavora con la canapa dal 1998 sta continuando l’opera di Pantagruele: riscoprendo, coltivando e trasformando una pianta che Rabelais chiamava già divina, utile, necessaria e venerabile.
E come dice Bacbuc alla fine del viaggio:
“Non il ridere, ma il bere è proprio dell’uomo… e di vino, divino si diventa.”
E noi aggiungiamo: e di canapa, umano si rimane – ma più liberi.

 PANTAGRUEL DEL NUOVO MILLENNIO

La riscoperta dell’erba divina

Capitolo I – Come qualmente, dopo secoli di oblio, la pianta ritrovata tornò a parlare agli uomini

Nel tempo in cui le nubi dell’oblio si diradarono e l’uomo, smarrito tra plastiche e veleni, cominciò a cercare risposte nel grembo della terra, si levò un nuovo Pantagruele. Non gigante di statura, ma di pensiero. Egli aveva ereditato dagli antichi la sete di sapere e dai moderni la consapevolezza che il mondo era malato.
Costui, che noi chiameremo Pantagruele del nuovo millennio, era un uomo semplice: coltivava la terra, leggeva i classici, ascoltava il vento. Un giorno, frugando in un monastero di campagna, trovò un vecchio libro dalle pagine ingiallite: era la Cronaca di Gargantua. E in essa, il Pantagruelione.
— Ecco, disse, la pianta che salverà il mondo.

Capitolo II – Come qualmente la pianta fu riconosciuta e i suoi nomi antichi rivelati

Il nuovo Pantagruele studiò la canapa con occhi nuovi. Scoprì che gli antichi la chiamavano:
· Pantagruelione – per la sua grandezza d’animo e di corpo
· Asbeston – per la sua resistenza al fuoco
· Canapa – dal latino cannabis, e prima ancora dal greco kannabis
Ma, come il saggio Socrate, egli sapeva che la verità non sta nel nome, ma nell’uso.
— Chiamatela come volete, disse, ma sappiate che questa pianta è madre di mille arti, nutrice di corpi, medicina di anime, sostegno di case, vela di navi.

Capitolo III – Delle virtù della canapa e dei suoi molteplici usi

Pantagruele, memore dell’antico testo, ne fece un elenco delle virtù canapine:
 La canapa come nutrimento
Il seme della canapa, piccolo e rotondo come una lacrima di terra, fu riscoperto come alimento perfetto:
· proteine complete, acidi grassi essenziali, fibre, vitamine, minerali
· pane di canapa, latte di canapa, olio di canapa
· cibo per animali, mangime per pesci, pastura per api
“Il seme della canapa nutre l’uomo senza affaticare la terra.”
 La canapa come tessuto e abbigliamento
Le fibre, una volta estratte e filate, vestirono l’umanità come non facevano da secoli:
· tessuti traspiranti, resistenti, antibatterici, termoregolatori
· scarpe, cappelli, borse, corde, tappeti
· abiti da lavoro, divise militari, biancheria intima
“Canapa veste il guerriero, il contadino, il bambino, la sposa.”
️ La canapa come materiale da costruzione
Il canapulo, la parte legnosa del fusto, mescolato con calce e acqua, crea il calcestruzzo di canapa:
· leggero, isolante, traspirante, ignifugo, antisismico
· muri che respirano, case che vivono
· edilizia ecologica, bioedilizia, costruzioni a zero emissioni
“Con la canapa si fabbricano case che non bruciano, che non marciscono, che non ammalano.”
 La canapa come materiale industriale
Le fibre lunghe di canapa sono più forti dell’acciaio a parità di peso:
· rinforzo per plastiche biodegradabili
· pannelli per auto, interni di auto, materiali compositi
· sostituto della fibra di vetro, del carbonio, della plastica
“La canapa è il futuro che corre leggero.”
⛽ La canapa come energia
Dalla canapa si ricava il biodiesel, il biometanolo, il bioetanolo:
· biocarburante per motori
· olio vegetale per illuminazione e lubrificazione
· energia pulita, rinnovabile, a ciclo chiuso
“La canapa alimenta le macchine senza avvelenare il cielo.”
 La canapa come carta
La carta di canapa è più resistente e più ecologica di quella di legno:
· libri, riviste, imballaggi, cartoni
· banconote, filtri per sigarette, materiali da filtro
· una tonnellata di canapa produce quattro volte più carta di un ettaro di bosco
“Ogni libro di canapa è un albero risparmiato.”
 La canapa come medicina
I cannabinoidi (CBD, THC, CBG, CBN) sono composti terapeutici conosciuti da millenni:
· ansia, dolore cronico, epilessia, sclerosi multipla, nausea, infiammazioni
· oli, tinture, creme, capsule, infusi
· la canapa è medicina, non stupefacente
“Chi dice che la canapa sia una droga, non ha mai visto un malato che ne trae sollievo.”
 La canapa come bonifica ambientale
La canapa è un potente fitorimediatore:
· assorbe metalli pesanti, ripulisce il suolo, rigenera i terreni
· cresce in terreni marginali, senza pesticidi, con poca acqua
· riduce l’impronta di carbonio, sequestra CO₂
“La canapa non è una coltura, è una terapia per la terra.”

Capitolo IV – Come qualmente i Gatti impellicciati si opposero alla canapa

Ma, come ai tempi di Grippaminotto, anche oggi i Gatti impellicciati – i signori delle plastiche, dei farmaci sintetici, delle industrie fossili, delle lobbies – si opposero alla riscoperta della canapa.
Essi dissero:
— La canapa è pericolosa.
— È una droga.
— Non è redditizia.
— È illegale.
— È una moda.
Ma Pantagruele rispose:
— La canapa è illegale non perché sia pericolosa, ma perché è pericolosamente utile.
— Se fosse una droga, non servirebbe a costruire case, fare vestiti, nutrire uomini.
— Se non fosse redditizia, le multinazionali non combatterebbero per brevettarla.
— Se fosse una moda, non durerebbe da diecimila anni.
E il popolo cominciò a dubitare delle parole dei Gatti impellicciati.

Capitolo V – Come qualmente la pianta, riscoperta e conosciuta, tornò a essere legge

Pantagruele, insieme a molti altri uomini e donne di buona volontà, diede vita a una nuova alleanza della canapa. Insieme fondarono:
· associazioni per la divulgazione della canapa
· cooperative per la coltivazione e la lavorazione
· scuole per insegnare le antiche e nuove tecniche
· laboratori per la ricerca scientifica
· editori per pubblicare libri sulla canapa
E in pochi anni, molti paesi cominciarono a legalizzare la canapa industriale e ad abrogare le leggi proibizioniste ereditate da politiche oscurantiste.
“La canapa non ha bisogno di essere difesa, ha bisogno di essere conosciuta.”

Capitolo VI – Come qualmente, alla fine del viaggio, Pantagruele parlò ai posteri

Quando Pantagruele fu vecchio, e la canapa fu tornata nei campi e nei cuori, scrisse queste parole:
“Non crediate che questa pianta sia un rimedio per tutti i mali. Non lo è. Ma è un inizio. È una possibilità. È una scelta.
Diceva il mio maestro: ‘Non il ridere, ma il bere è proprio dell’uomo.’ Io dico: ‘Non il consumo, ma la conoscenza è propria dell’uomo.’
Questa pianta ci insegna che la terra è generosa se la sappiamo ascoltare, che il progresso può essere dolce, che la ricchezza vera è quella che non ruba il futuro ai nostri figli.
La canapa, o Pantagruelione, è un simbolo. Simbolo di un’umanità che si è ricordata di essere parte della natura e non suo padrone.
Andate, dunque, piantate la canapa. E con essa piantate giustizia, libertà, e speranza.
Trinch, amici, trinch. Ma non solo di vino. Trinch di futuro.”

Capitolo VII – Della lunga notte e del giorno che verrà

La notte fu lunga. I Gatti impellicciati non si arresero. Le leggi cambiarono lentamente. Ma il seme era stato gettato, e i semi, si sa, resistono al freddo e all’oblio.
E Pantagruele del nuovo millennio, prima di congedarsi, lasciò questo messaggio a tutti coloro che leggeranno queste pagine:
“Non aspettate che il mondo cambi per voi.
Piantate la canapa, anche in un vaso sul balcone.
Imparate a riconoscerla, a rispettarla, a usarla.
Parlatene ai vostri figli, ai vostri vicini, ai vostri nemici.
Perché la verità, come il vino, ha bisogno di tempo per essere bevuta e compresa.
Ma quando la bevete, non vi abbandona più.”

 Il Pantagruelione è tornato.

Che la canapa ci sia compagna.
Così sia, ora e sempre.
TRINCH!
 In calce all’articolo, il libro completo di Rabelais – “Gargantua e Pantagruele” – per chi volesse immergersi nelle pagine originali e scoprire da sé la sorprendente attualità di un gigante del Rinascimento.

Articolo a cura di chi, dal 1998, continua a coltivare e riscoprire le infinite virtù di questa pianta.

CAPITOLO XLIX. Come qualmente Pantagruele fece preparativi
per imbarcarsi e dell’erba nominata Pantagruelione. 674
CAPITOLO L. Come qualmente dev’essere preparato e messo
in opera il celebre Pantagruelione…………………………………677
CAPITOLO LI. Il perché del nome Pantagruelione e le virtù
di questa pianta……………………………………………………………681
CAPlTOLO LII. Come qualmente certa specie di Pantagruelione
non può essere consumata per fuoco………………………687

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